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 CASSAZIONE DEL 26 SETTEMBRE 2007, N. 19955
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IL VIPERO
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Posted - 09/11/2008 :  22:01:54  Show Profile  Reply with Quote
CORTE DI CASSAZIONE

SENTENZA DEL 26 SETTEMBRE 2007, N. 19955

Legittima la sospensione cautelare della patente irrogata dal Prefetto ai sensi dell’art. 223 C.d.S. entro tre mesi dall’evento che ne ha causato l’adozione.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Prefettura di Messina impugna per cassazione nei confronti di G.M., la sentenza con la quelle il G.d.P. di Messina, accogliendo l’opposizione proposta da G.M., ha dichiarato nullo l’opposto decreto prefettizio di sospensione della patente di guida adottato, ai sensi dell’art. 223 C.d.S., per essere stata contestata all’opponente, in quanto coinvolta in un sinistro stradale nel quale una persona aveva riportato lesioni, la violazione dell’art. 145 C.d.S.

Deduce la ricorrente 1) la violazione dell’art. 223 C.d.S., comma 2, per avere il G.d.P. erroneamente ritenuto che i tre mesi di tempo trascorsi tra la trasmissione del verbale all’Ufficio e l’adozione del provvedimento cautelare di sospensione della patente questo rendessero tardivo; 2) insufficiente motivazione, per avere il G.d.P. apoditticamente affermato la ritenuta intempestività dell’opposto provvedimento, omettendo ogni valutazione in ordine allo svolgimento del procedimento ed alla compromissione in concreto della sua funzione Cautelare. L’intimata non svolge attività difensiva.

Attivata la procedura ex art. 375 c.p.c., il P.G. ha chiesto la trattazione della causa in P.U..

MOTIVI DELLA DECISIONE

In relazione ad entrambi i motivi, che, attesa l’intrinseca connessione, si esaminano congiuntamente, si osserva che, contrariamente all’assunto del G.d.P., il periodo di tre mesi trascorsi dal ricevimento del rapporto, non è di per sè idoneo a far venir meno il carattere cautelare dell’opposto provvedimento di sospensione della patente, emesso ai sensi dell’art. 223 C.d.S., comma 2.

Come questa Corte ha già rilevato, il provvedimento prefettizio di sospensione provvisoria della patente ex art. 223 del nuovo C.d.S., si caratterizza per essere provvedimento amministrativo di esclusiva competenza del prefetto, per avere natura cautelare e per essere necessariamente preventivo rispetto all’applicazione della sanzione accessoria definitiva, monche strumentalmente e teleologicamente teso a tutelare con immediatezza l’incolumità e l’ordine pubblico, impedendo che il conducente del veicolo, resosi responsabile di illeciti inerenti alla circolazione, continui nell’esercizio di un’attività - quella di guida - che si palesa potenzialmente pericolosa; tanto che da tale peculiarità di presupposti discende che il periodo di durata della sospensione provvisoria irrogata dal prefetto, qualora successivamente sia irrogata la sanzione amministrativa accessoria in sede penale, non può neppure essere imputato al periodo di durata di essa.

Sulla questione del termine entro il quale il provvedimento in discussione debba essere adottato, in difetto di specifica disposizione normativa, si è avuto contrasto giurisprudenziale, a composizione del quale le SS.UU. di questa Corte, con la recente sentenza 3.4.07 n. 13226, accogliendo le tesi già prospettate da Cass. 15.4.05 n. 7813 e 2.11.04 n. 21048, hanno ritenuto che il provvedimento sia da considerare illegittimo ove non sia adottato entro un lasso di tempo ragionevole, tale da consentire una giustificazione della sua finzione cautelare, alla quale la legittimità della sua adozione è ontologicamente collegata.

Nella specie, la valutazione del G.d.P., che ne ha affermato la tardività, oltre ad essere apodittica, priva com’è di qualsiasi valutazione in ordine al concreto svolgimento della prescritta fase istruttoria e alle esigenze della stessa (basti considerare che, una volta ricevuti gli atti, il Prefetto deve, a sua volta, trasmetterli per il parere al competente Dipartimento per i trasporti terrestri che ha quindici giorni di tempo per esprimerlo, inviandolo poi al Prefetto), non tiene conto che la L. n. 241 del 1990, stesso art. 2, sul procedimento amministrativo, nella formulazione novellata attualmente in vigore, considera normale per l’adozione d’una determinazione da parte della P.A. il termine di novanta giorni.

Termine entro il quale il provvedimento in discussione è stato adottato e che va, pertanto, considerato ragionevole, donde la legittimità del provvedimento stesso.

Il ricorso merita, dunque, accoglimento e l’impugnata sentenza va, pertanto, cassata, peraltro senza rinvio, potendo questa Corte decidere nel merito allo stato degli atti ex art. 384 c.p.c., e respingere l’originaria opposizione.

Le spese, liquidate come in dispositivo, seggono la soccombenza per il giudizio di legittimità mentre, per quello di merito, non v’ha luogo a provvedere in difetto della nota delle spese vive affrontate dall’Amministrazione per la difesa a mezzo funzionario.

P.Q.M.

LA CORTE accoglie il ricorso, cassa senza rinvio l’impugnata sentenza e, decidendo nel merito, respinge l’originaria opposizione; condanna G.M. alle spese che liquida in Euro 450,00 per onorari oltre alle spese prenotate a debito ed agli accessori di legge.
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